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13 febbraio 2008

L'omino dell'olio


(di storie)

Da vent'anni il signor G. consegna l'olio d'oliva a casa mia. Non è solo l'olio ad entrare dalla nostra porta in bottiglie dorate, ma entra anche una erre di Parma calda di famiglia, di figli, di nipoti. Ogni goccia d'olio assaporata ha in sé non solo il profumo delle olive, ma anche quello delicato dei piccoli racconti che si ricongiungono con la cadenza lenta di qualche mese.
Dopo vent'anni, il signor G. non porta più l'olio a casa mia. Oggi è il signor B. che fa le consegne, ma una dolce erre di Parma continua a condurre con sé i fili di storie, vuole proprio abitare quei cinque minuti di saluto, e continua a seminare parole di casa in casa.

(in storie)

28 gennaio 2008

Come andar di giorno


(confini)

Qui è solo giorno. Da bambino, per dormire premevo il peluche sull'orecchio. Prima della notte allontanavo fruscii e oscuri perché. Poi sono cresciuto e sono qui, dove la notte non esiste. Il sole è acceso, sempre. Tutto evapora, senza angolo o nido o mano che trattenga qualcosa di me. Scoperto, mi scotta la luce che svela ogni risposta. In pieno sole, muto e immobile, sono colmo di vuoti e di voci, colori e sabbia di parole - assolato cercare. E qui, dove nulla finisce, inseguo il fruscio, porta di silenzi un tempo sfuggiti (ricordo le vie scure e sparse: erano tenui splendidi fili, vibranti d'ombra e di luce) qui raccolgo i miei confini - che temevo e amavo, prima della notte.

(di infinito)

06 giugno 2007

Fili di mani


(minuscole)

Coi capelli che vivono di vita propria e con le braccia sottili ti siedi vicino a me. Mentre l'autobus corre, da tasche e scomparti invisibili estrai ritagli di carta trasparente, tre pastelli, fili di cotone rossi e gialli, parole a matita su margini di foglio, sicuramente anche altro. La signora del sedile dietro si lamenta, le cure da fare sono tante, accanto a lei qualcuno ascolta. L'autoradio diffonde numeri, musica e interferenze. A destra la pianura, a sinistra un'auto sorpassa in curva. Di là una ragazza sbadiglia sul libro, di qua abbondano parole, vacanze e vestiti, cene, equazioni. Non sento più voci, ora. Vedo una forma piccola - origami, abito o fiore - nata dalle tue mani, perché mentre guardavo fuori hai usato ago e filo. Hai finito, riponi tutto. Sottile tra i tuoi capelli scendi alla fermata, tornano le voci. Ma guarda bene, che nel posto vuoto è rimasto un quadratino di te.

(memorie)

[post scriptum: dedicato a marchino e a devil & conte. E anche a lorenzo]

30 marzo 2007

Questione di fili


(per un soffio)

Quell'incanto brilla ancora.
Si è fermato a due centimetri, stavolta, il mio naso.

(attenti al funambolo)

05 luglio 2006

Funambolo


Dov'è? Tanto in alto che non si vede. Eccolo... Con immensa pazienza, spossato, un funambolo procede in bilico su quel filo, tremendamente oscillante tra ciò che è stato (ma tutto corre, rimane, brucia) e ciò che ancora non sa. E così, dentro una nuvola, il cuore in fiamme carezzato dalla pioggia, il funambolo continua a camminare, con il sorriso di sempre.

Mappa avvistamenti:
Oh
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Espanso