11 settembre 2006

Alto


Spazio che si inarca verso un punto immaginario. Il bianco primeggia, in fondo, ma stabilisce una fine illusoria. La verticale espande la dimensione reale, la misura sfugge all’occhio. Sete di cielo, desiderio di meraviglia e di luce, in alto. Complice, la spirale che si perde nella vertigine dello sguardo. L’architettura appare semplice, tuttavia opprime. Cerco una via d’uscita, ma senza ali mi scontro con il peso della gravità.

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Funambolo
Espanso

3 commenti:

Fra ha detto...

Un giorno mi sono fermato ad un personaggio particolarmente triste.
Un uomo che, nel tentativo di scappare dalle sue paure, si suicidava buttandosi da un balcone.
Nel volo, però, si stupiva di quanto fosse stato stupido nel provare a volare per scappare dalle sue parole, quando quella stesso gesto poteva esser ripetuto mille e mille volte, semplicemente provando a utilizzare la fantasia.
La punizione, ovviamente, era non poter rimediare.

Voliamo nonostante non ci rendiamo conto di essere già in volo.
Di questo son certo.

Daniele Marioli ha detto...

Belle parole note di bordo..
Bella anche l'inquadratura.. Ottima foto.
Ci vediamo!

notedibordo ha detto...

fra, a volte non si pensa nemmeno che abbiamo la forza di volare... e invece possiamo trovarla in noi.

daniele, grazie. Ancora una volta, la fotografia è un modo per vedere in modo nuovo la realtà.