02 agosto 2006

Borges, tracce


Quando leggo un testo di Borges provo una sensazione persistente, che ho tentato di razionalizzare, per poterla almeno in parte - non so con quale esito - evocare. Non è il contenuto che colpisce, quanto il modo in cui prende forma nel testo. Si crea una dimensione quasi meta-testuale, oltre il testo, per suggerire un mistero, un atteggiamento nei confronti della vita. Una suprema lucidità, paradossalmente in grado di accogliere il meraviglioso e l’inspiegabile, sollecitando le intuizioni che vengono dal quotidiano, oppure dalla storia di un popolo, oppure dalla storia di un uomo, oppure dalle parole di un autore. Borges forza lo scrigno del quotidiano per estrarne e rivelarne luci e ombre, cristalli e pietre preziose levigati con amore di orafo. Con estrema sapienza, forza il limite del quotidiano. Distilla gocce di lucida meraviglia senza chiudere l’orizzonte delle ipotesi possibili. Evoca i labirinti della mente umana attraverso il mistero che si svela nel quotidiano. La materia del suo scrivere è un’acuta e sorprendente incisività. Scolpisce colori e immagini con la precisione di un demiurgo della parola. Usa parole reali per rappresentare un mistero. Stupisce e sconcerta, spaventa il suo eccesso di perfezione nel circoscrivere la parola. Innamora la sua capacità di stupirsi, di accogliere lo straordinario senza darlo a vedere. Solo così può tracciare percorsi rari. I testi sono intessuti di relazioni e vivono per creare relazioni infinite. Ogni volta crea con il lettore una relazione nuova. Il testo non finisce. Il libro è infinito.

Mappa avvistamenti:
Imprevisto 1 - Il colore del cielo
Oh
Imprevisto 13 - Libro
Imprevisto 14 - Imminenza
Imprevisto 18 - Sul linguaggio

9 commenti:

Fra ha detto...

Borges non lo conosco benissimo. Però da quel che leggo nel tuo blog, le sue citazioni rispecchiano appieno quanto tu descrivi.

Seguiamo le sue tracce, provando ad emularlo...

notedibordo ha detto...

È un percorso davvero suggestivo e singolare, che potrebbe aprire ad altro ancora.

davide l. malesi ha detto...

Borges non si limita a "non chiudere" l'orizzonte delle ipotesi possibili: le sue narrazioni più belle (o almeno, quelle che a me sembrano tali) son proprio incentrate su una proliferazione delle ipotesi, su una continua espansione dei punti di dubbio e d'incertezza: così su due piedi mi vengono in mente "La lotteria a Babilonia" e "Tema del traditore e dell'eroe"...

notedibordo ha detto...

Grazie, benvenuto nel mio piccolo orto viaggiante! Sì, le ipotesi crescono fino alla vertigine. Fino a supporre la casualità estrema (la lotteria... ). La quale a sua volta è un ipotesi, un infinito gioco di specchi e di prospettive dissonanti come in certe immagini di Escher.

notedibordo ha detto...

Ops... un'ipotesi.

Luna ha detto...

ottimo post, per quanto possa valere... ricco di emozioni

notedibordo ha detto...

Ciò che vale è quanto di vero c'è - e riusciamo a percepire di volta in volta - in ogni autore, e quanto esso possa corrisponderci o aiutarci a scoprire la bellezza. Ciao Luna, a presto... Federica

Silio D' Aprile ha detto...

sono d' accordo; il testo non finisce...

notedibordo ha detto...

per silio d'aprile
Il testo lascia aperte strade infinite. Grazie, benvenuto!