18 settembre 2007

Il posto delle nonne


(di volti)

Raccontava che si era innamorata, e ne vedeva il volto ovunque, sin nelle gocce d'olio che galleggiavano sul brodo bollente. Raccontava che quella volta, nel campo di rape, era stata costretta a rubare qualche radice per la fame, erano gli anni della guerra. Raccontava che in collegio le compagne ricche le passavano i cibi che non mangiavano per capriccio. Raccontava che i vestiti non si gettavano mai, erano sempre rattoppati ma pulitissimi, e poi si passavano alle sorelline, sino all'ultima arrivata. Raccontava che si era innamorata, e ne vedeva il volto ovunque, sin nelle gocce d'olio che galleggiavano sul brodo bollente - e poi guardate, diceva, il mio nipotino ha preso tutto da lui.

(nel tempo)

15 settembre 2007

Tremate, tremate


(le streghe)


(son tornate)


(crepuscoli e silenzi)


(tra sogni e folklore)


(spaventapasseri e poesia)

[post scriptum: l'ultima creazione è dei coccodrilli a manovella]

04 settembre 2007

Vedo


(lo so)

Lo sai, che ti vedo.
Ti vedo, sempre.
Osserva anche tu le ciglia intorno agli occhi delle persone.
Un disegno minuto e delicato, più folto o più sottile.
Le ciglia sobbalzano, s'incurvano, si appoggiano.
Di profilo si vedono proprio bene, queste fragili linee.
Sono fragili come fili, fragili come un bambino, fragili come un uomo.
Tra le tue ciglia vedo te e ti vedo bambino, ti vedo uomo.
Non puoi nasconderti, quindi.
Racchiuso tra le tue ciglia lo sai, che ti vedo, e sempre vorrei.

(che ci sei)