13 marzo 2007

Imprevisto 27 - Ginestra


Prima dei fiori.

Or tutto intorno
Una ruina involve,
Dove tu siedi, o fior gentile, e quasi
I danni altrui commiserando, al cielo
Di dolcissimo odor mandi un profumo,
Che il deserto consola.

Giacomo Leopardi, La ginestra o Il fiore del deserto

Il testo completo e un commento.

Aggiornamento
Il testo va completato con l'epigrafe (grazie a Santiago):

E gli uomini vollero piuttosto le tenebre che la luce.
Giovanni III, 19

16 commenti:

Santiago ha detto...

"E gli uomini vollero piuttosto le tenebre che la luce" Giovanni, 3,19

claudiopensiero ha detto...

La Ginestra di Leopardi è un pò come "La stanza del figlio" di Nanni Moretti: capolavoro per alcuni, opera incompiuta per altri; la nostra esistenza è una magnifica ricerca di senso

marchino ha detto...

Bella, la fotografia, mi rammenta la Croazia in cui la parete pressoché a strapiombo sul mare poco distante dalla casa in cui ci trovavamo era addobbata da uno spettacolare invasione di ginestre fiorite.

notedibordo ha detto...

santiago: grazie! In effetti nel testo linkato l'epigrafe non viene riportata. La inserisco qui nel post! La ginestra cerca la luce, la sua semplice tenacia è un esempio.

claudiopensiero: la ricerca di senso è un'avventura misteriosa, anche dolorosa, ma bellissima.

marchino: non vedo l'ora che anche queste fioriscano per tornare a fotografarle!

Daniele Marioli ha detto...

Lascio il commento sull'opera di Leopardi a chi ha la cultura necessaria per esprimerlo...
Mi ritiro... Sob...
Complimenti per il post, direi azzeccato, visto l'aria di primavera che si respira..
Ciao fede!!

notedibordo ha detto...

daniele: non dire così! :-) L'importante è sentire l'aria nuova, vedere oltre le nuvole, lasciarci consolare nel deserto. Grazie, ciao!

Carlo er Truce ha detto...

A Daniè, t’o spiego io! Er Giacomo Leopardi era n’omo senza spina dorsale; amava Silvia ma Lei nun se lo filava e lui, invece de affrontà la situazione e cresce, come deve fa n’omo, cè stato a frignà tutto er santo giorno scrivendo magnifiche poesie che gli stolti professori ce fanno studià come opere! E po’, siccome che ce aveva paura de morì, ce s’è fatto n’artra bella frignata che se chiama la Ginestra, dove parla della tragicità de la vita; e sto mollusco debosciato sarebbe nu grande poeta! Che, pure gobbo, era meio se se faceva nu pochetto de sport e s’annava a cercà n’artra dama e se faceva na gitarella dallo Santo Padre che glie spiegava la resurrezione de Gesù. E noi ce avevamo pure un autore in meno de studià.

Daniele Marioli ha detto...

Uo!! Grazie Carlo! ;-)

notedibordo ha detto...

Ragazzi ma vi siete messi d'accordo? Che ridere!

carlo: non nascondo che la tua visione delle cose riserva sempre delle sorprese! :-D

daniele: quando passa carlo non stanno in pace neanche i poeti! Ogni tanto bisogna togliere un po' di polvere anche a loro, no?

apepam ha detto...

io non la conoscevo La Ginestra di Leopardi..
non e' mai troppo tardi! ;-)
Buona serata Federica..

notedibordo ha detto...

apepam: chissà se il fiore piace alle api! un bacio :-)

Fra ha detto...

LA ginestra si adatta bene a questo verso del Vangelo di Giovanni, anche se mi lascia un senso di inquietudine...

Il Conte ha detto...

ciao federica....
mi hai fatto venire voglia di sole e colline!!!
qua a bologna sui colli è pieno di ginestri...
ci andrei proprio volentieri se non fossi al lavoro!!!!

notedibordo ha detto...

fra: se rileggi l'intero testo poetico troverai inquietudine profonda, energia polemica ed un raggio di speranza :-)

il conte: nel fine settimana, perché no? Questo tempo splendido potrebbe aiutare. Ciao!

apepam ha detto...

adoro i fiori e le piante, tutte..
:-)
1bacetto!

notedibordo ha detto...

apepam: vedo, vedo... A presto!