20 agosto 2006

Imprevisto 19 - Il giglio e il melo


Io sono un narciso di Saron,
un giglio delle valli.
Come un giglio fra i cardi,
così la mia amata tra le fanciulle.
Come un melo tra gli alberi del bosco,
il mio diletto fra i giovani.
Alla sua ombra, cui anelavo, mi siedo
e dolce è il suo frutto al mio palato.

Cantico dei Cantici (2, 1-6)

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Sguardo 4 - Giovane melo

2 commenti:

davide l. malesi ha detto...

E poi mi danno del blasfemo quando dico che il Cantico dei Cantici è una roba che trasuda sesso da ogni parola. E allora lo ridico: il Cantico dei Cantici è una roba che trasuda sesso da ogni parola.

notedibordo ha detto...

La cosa blasfema è attribuirgli un senso esclusivamente sessuale, il che impoverirebbe il testo... Il Cantico ha origine da un'esperienza umana, in questo caso proprio quella dell'amore umano, senza nulla togliere alla sacralità del testo. Ad esempio, cito uno dei tanti commenti al Cantico: La lettura esclusivamente erotica e, paradossalmente, anche quella spiritualistica è dunque diabolica (dia–ballein), cioè disgiuntiva di due elementi inseparabili. Se vuoi, puoi leggere l'intero commento all'indirizzo http://web.quipo.it/proposta/txt/cantico.html. Grazie e a presto!