30 gennaio 2008

Sguardo finestre funambolo


(un bello)

Ogni tanto torno a curiosare tra le parole chiave che portano qui gli internauti. A un'analisi notedibordocentrica che faccio adesso col senno di poi - quindi in buona parte spinta verso conclusioni tese a rallegrarmi - la corrispondenza tra alcuni spiragli di me presenti nel blog e le ricerche dei visitatori non mi dispiace affatto. Anzi, mi solletica l'idea che siano proprio le parole sguardo finestre funambolo a condurre spesso qui. Come dire: che bello, forse qualcuno è capitato per caso, o forse ha trovato quello che cercava, oppure ancora no, forse voleva tutto il contrario, perché aveva bisogno di una ditta di serramenti per esempio, e magari un po' si è anche arrabbiato. Ma questo non potrò mai saperlo, ed è un bello del web.

(del web)

28 gennaio 2008

Come andar di giorno


(confini)

Qui è solo giorno. Da bambino, per dormire premevo il peluche sull'orecchio. Prima della notte allontanavo fruscii e oscuri perché. Poi sono cresciuto e sono qui, dove la notte non esiste. Il sole è acceso, sempre. Tutto evapora, senza angolo o nido o mano che trattenga qualcosa di me. Scoperto, mi scotta la luce che svela ogni risposta. In pieno sole, muto e immobile, sono colmo di vuoti e di voci, colori e sabbia di parole - assolato cercare. E qui, dove nulla finisce, inseguo il fruscio, porta di silenzi un tempo sfuggiti (ricordo le vie scure e sparse: erano tenui splendidi fili, vibranti d'ombra e di luce) qui raccolgo i miei confini - che temevo e amavo, prima della notte.

(di infinito)

14 gennaio 2008

Con la scusa del bianco


(quarti)

Un giorno di settembre mi hanno chiuso fuori di casa. Anzi, fuori dal balcone. D'accordo, la vista sul giardino è niente male, ma di sera comincia a fare fresco. Da molti anni sto al mio posto dietro la tenda, appena oltre il vetro, tra la libreria e la scrivania, al calduccio di fronte al sole del mattino. Ogni tanto qualcuno mi fa dondolare e mi ricorda tempi di gioco e di fiaba.
Quel giorno, invece, sono arrivati gli imbianchini. Con la scusa che bisognava ricolorare le pareti di casa mi hanno relegato proprio qui, sul balcone. Tra poco tutto sarà rinnovato e potrò rientrare, ma è accaduta una cosa strana. Non so più nulla dei brividi di freddo, del silenzio, delle finestre che mi si chiudono quasi addosso. Da qui - in queste notti terse di fine estate, quando le luci si spengono - nessuno spicchio di luna è più bello.

(di luna)

10 gennaio 2008

Neve


(di attese)

Vagare tra briciole e fiori
dormire su candide ali
e piano - tra il ghiaccio e il vapore
scoprire un tepore di luce.

In tenere punte di stella
si scioglie tensione d'attesa,
entrare in altro più nuovo
promesso da vesti di neve.

(e di ali)