(antico)
Si diceva di inizio e di fine, di polvere e luce. Oppure di canto e parola, di fiore e di tronco. Si parlava di dove gemma e radice non hanno confine, dove ora e ieri si sciolgono in uno. Nel cerchio non c'è differenza, il tempo non passa. Così si pensava che due sguardi, lontani cent'anni, potessero diventare - ancora, ogni istante, adesso - un solo volto, una mano, una vita.
(e nuovo)

