(senza parole)
Nel Paese dei Balocchi è sera di festa. Ci sono mille persone, gridi per farti sentire. Puoi mangiare e ballare. In pista ci sono due sorelle, poi arriva il fratello. Li hai visti crescere, ognuno dei tre ha qualcosa degli altri: nell'abbraccio sincero leggi sguardi e gesti come foglie dello stesso albero. Il fratello sorride e innesca un dialogo d'occhi, un racconto più vivo di molte parole. Quella sera è per loro tre, sono dentro la folla, ma anche sopra, e fuori. Indovini un tempo di bambini insieme, vedi ancora volti e piccole mani - e ora vedi la sorellina, e pensi che è già donna, ed è bellissima. Ecco l'istante, saluto giocoso, scommessa d'affetto, promessa non detta - che nulla cambi. Ma poi nulla cambia, credi, nello spazio e nei gesti. Forse è l'arrivederci prima di un viaggio nuovo, da compiere dentro di sé. Forse non sembra neanche vero alla sorellina e al fratello, che tra pochi giorni la più grande si sposa.
(arrivederci)