21 novembre 2007

Cerchio


(antico)

Diceva di inizio e di fine, di polvere e luce. Oppure di canto e parola, di fiore e di tronco. Parlava di dove gemma e radice non hanno confine, di dove ora e ieri si sciolgono in uno. Nel cerchio non c'è differenza, il tempo non passa. Così pensava che due sguardi, lontani cent'anni, potessero diventare - ancora, ogni istante, adesso - un solo volto, una mano, una vita.

(e nuovo)

14 novembre 2007

Segreto


(finestre)

Guardava su nella finestra, nascosto tra il buio e la luna. Sui ciottoli scuri crescevano storie di cavalieri e di draghi, di fabbri e di tessitori. Lì, nel silenzio, ogni nuovo suono avrebbe colpito come uno sparo. Poi, là nella finestra, qualcuno spense la luce. E l'angelo di pietra, leggero, se ne volò via verso un segreto.

(d'ombra)

12 novembre 2007

Angelo


(il tempo)

Angelo, sbatti le ali, spolvera il cuore, prenditi il tempo, gusta un piatto appetitoso. Hai quindici anni, oppure quaranta, oppure ottanta: strappa un minuto ancora, crea l'imprevisto, ferma l'istante. Per tutti i tuoi giorni, ogni giorno. Perché, alla fine, quel tempo catturato avrà riflessi che nemmeno puoi immaginare. Angelo, ogni tuo battito d'ali potrebbe far fremere tutto, se solo tu vuoi. Di foglia in foglia, di respiro in respiro, di parola in parola. Angelo, sto scrivendo solo perché la tua bianca piuma ha volteggiato silenziosa, per minuti, per ore, per secoli - sino a carezzarmi il volto, come un profumo. Oggi.

(di un post)

[post scriptum: grazie a tutti voi]