(sfogliare)
Lavora all'ufficio anagrafe da oltre vent'anni, la sua passione sono i registri delle nascite. Uno nasce, poi entra in quel libro che ricorda il suo inizio, un incredibile e dimenticato inizio. Tic tac, segna il nome. Una vita si scrive, tic tac, per la prima volta. Quel filo d'inchiostro è un filo di identità, cittadinanza, presenza. Lui che lavora all'ufficio sente il mondo cambiare e crescere - riga dopo riga, foglio dopo foglio - in quelle pagine. Se ogni nuovo nato lo sapesse, che in questo quadrato di stanza io scrivo il suo inizio, pensa. Tic tac. L'inizio che bussa, si affaccia, si solleva in punta di piedi. Germoglia, si scrive. Tic tac. Secondo me, dice, tra scrivere e vivere non c'è poi quella gran differenza, è tutta una questione di inizi, uno via l'altro. Uno nell'altro, senza sosta. Tic tac. E senza amore non si può, lui questo non lo dice, ma glielo vedo negli occhi.
(inizi)