04 ottobre 2006

Collina


Dolci linee dove ottobre indugia. Prima dei colori della terra, che andranno a rivestire la natura. Una piccola valle sconosciuta ai più, se non ai propri abitanti. Un delicato scrigno verde. Pazientemente cesellato dal lavoro, dai passi, dai ricordi di generazioni.

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10 commenti:

Fra ha detto...

In questo post, egregia NdB, ritrovo la magia del mondo rurale, una dimensione hai più sconosciuta e sempre meno ricercata dalle giovani generazioni, di cui facciamo parte.

E' ovvio che questo processo di amnesia collettiva risulterà nocivo, soprattutto a chi ama i colori e le forme che il connubio natura-uomo ci può regalare, soprattutto se basato su una rispettosa convivenza.

notedibordo ha detto...

fra, sempre più mi rendo conto di quanto siano importanti la memoria del nostro passato e l'amore per ciò che ci circonda. Non fosse altro perché la natura è un tesoro inestimabile la cui bellezza, se ne siamo consapevoli, ci aiuta a vivere, e perché abbiamo il dovere di lasciarla, intatta e fruttifera, preziosa com'è, nelle mani di chi verrà dopo di noi.

Claudiopensiero ha detto...

"Ho sentito urla di furore
di generazioni, senza più passato,
di neo-primitivi
rozzi cibernetici signori degli anelli
orgoglio dei manicomi" (Shock in my town, Battiato 1998)

la rochelle ha detto...

i tuoi posti sono i miei posti

notedibordo ha detto...

Dimenticavo di dire che lasciarla a chi verrà significa che dobbiamo prendercene cura. Da subito.

claudiopensiero, hai colto nel segno. Questo pericolo enorme è sempre alle porte.

notedibordo ha detto...

la rochelle, onorata.

apepam ha detto...

Questi colori rigenerano davvero... un ristoro per gli occhi.
Ti bacio Fede!

notedibordo ha detto...

bzzz, sì, anche per il tuo sguardo intenso. Ciao cara!

Daniele Marioli ha detto...

Federica!!
molto bella questa foto, dolce, da guardare... mi sento coinvolto in prima persona in questo tuo angolo di osservazione, sono contento che ci si soffermi a guardare la terra, la storia, da lì siamo venuti, e molti ripudiano le proprie origini, il lavoro, duro, spesso mortificato dal mercato a volte non paga, sempre più non paga, ci vuole una grande passione per restare attaccati a questo mondo, non è sufficente se pur positivo soffermarsi davanti a un panorama, e guardare il lavoro dell'uomo, affascinante con la sua semplicità pratica. Si disegnano gli orizzonti, si formano dipinti,
Ma qui c'è veramente tanta storia, e io ne sono ferocemte geloso.
Quando ero piccolo ricordo che davanti a un brutto temporale che minacciava il raccolto,mia nonna accendeva una candela e pregava..
ho imparato tanto da questi gesti, dal rispetto per la natura, alla forza degli elementi.
Grazie, con il tuo post hai richiamato alla memoria ricordi ormai lontani!!
Un grande saluto!
Ciao!!

notedibordo ha detto...

Grazie daniele, le tue parole sono molto sentite. Buona giornata!